REFERRAL TASTING

Relazioni e Business a tavola

In un mondo in cui il marketing relazionale gioca un ruolo sempre più importante nelle vite di chi opera in qualsiasi settore del mercato del lavoro, non si può fare a meno di notare che uno dei pilastri fondamentali di quest’ultimo è la CURA.

Per cura s’intende il mettere al centro della propria azione relazionale l’altra persona, e proprio perché si sta parlando di un mondo di condivisione non si può essere focalizzati solo sull’aspetto business ma anche comprendere che ogni individuo con cui entriamo in contatto ha più chiavi di accesso e di lettura.

Applicare la cura al marketing relazionale da dei vantaggi che spesso non sono pienamente riconosciuti come tali, perché dati per scontati a fronte del raggiungimento di un risultato:

  • Qualità di relazione: quando mi prendo cura dell’altro, anche in ambito di business, il legame che ne scaturisce sarà sicuramente più forte, più stabile e più duraturo.
  • Opportunità di valore: conoscere bene i propri interlocutori e farsi conoscere allo stesso modo, genera automaticamente delle opportunità molto più specifiche che daranno valore a tutti i soggetti in causa.
  • Forza individuale: quando si dà, inevitabilmente si riceve, prendersi cura è la forma più alta e disinteressata del dare, ma non c’è occasione in cui una volta messa in pratica non ci venga restituita sotto varie forme, che però accrescono la nostra capacità di irradiare forza a chi ci circonda.

Relazioni a tavola

Un momento che fa parte della nostra vita di condivisione, professionale e non, è sicuramente il momento in cui ci relazioniamo a tavola, a questo però non riconosciamo quasi mai la giusta importanza pur consci del fatto che i migliori affari nascono e si concludono proprio durante incontri di questo tipo.

Unendo l’esperienza relazionale e quindi la consapevolezza sulla cura, alla riflessione ed alla passione per la condivisione a tavola nasce il progetto Referral Tasting.

Il progetto che vuole essere un primo spunto di riflessione ed insegnamento su come sia possibile applicare la cura negli incontri di business a tavola.
Analizzando la tua agenda nei mesi precedenti e per quello successivo, quanti incontri fissati prevedono o prevedevano la condivisione della tavola? Anche solo per un caffè o un aperitivo per esempio.
Ed in quanti di questi hai offerto o ti è stato offerto davvero il meglio secondo le esigenze reali personali e del momento?

Offrire il meglio non significa scegliere il locale più famoso, oppure quello con il cibo più raffinato, quello con il posto più bello, magari in centro storico, e via discorrendo; offrire il meglio significa effettuare una scelta in base a tutte le esigenze e preferenze dei partecipanti all’incontro stesso.

Per chiarire ancora di più il concetto può essere utile mettere a confronto alcune situazioni possibili.

Condividere una relazione di business a tavola può essere estremamente piacevole oppure creare più di un disagio alle persone coinvolte, un caso molto facile e in cui molti si possono identificare è il classico portare un partner vegetariano convinto in un ristorante rinomato per la carne, è un esempio fatto tante volte che spiega bene il concetto ma purtroppo è uno dei pochi casi a cui si pensa ed oggi, se si vuole parlare di cura dell’altro, non ci si può soffermare solamente al fatto di essere onnivori o meno.

Per esempio: ci sono delle situazioni, o condizioni mediche, che impongono alla persona che ne soffre di assumere cibo ad orari costanti quasi come se fosse una medicina, ritardare un pranzo o una cena anche solo di mezz’ora se il vostro interlocutore ha questa necessità, può creare notevoli disagi e incorrere in questa eventualità cosa comunica alla persona in questione? Nel migliore dei casi: che questa è una relazione solamente volta al raggiungimento degli obiettivi personali ma non certo basata sulla cura al benessere rispettivo e reciproco.

Di contro, usando la stessa casistica, una semplice domanda che non presuppone nemmeno il dover parlare della propria condizione fisica, una domanda del tipo: dovessimo ritardare o anticipare il pasto di trenta minuti potrebbe essere un problema? Può dare accesso ad una serie di informazioni che ci permettono di prenderci cura del nostro o dei nostri partner non solo a livello di business, ma ad un livello personale e questo ha sempre un effetto positivo anche sul rapporto professionale.

Ho sempre avuto passione per le relazioni, soprattutto quelle di business, e per la tavola, e nel corso degli anni ho dedicato tantissime energie, pensieri, risorse per approfondire entrambi gli aspetti e come questi si trovano ad essere intimamente collegati.

Referral Tasting

Nasce perché credo fortemente che per arrivare ad una relazione di business davvero proficua e soddisfacente sotto tutti gli aspetti serva una costante formazione ed una sempre maggior consapevolezza che le parti in causa non sono dei compartimenti stagni ma sono delle persone con necessità, bagaglio, motivazioni, scopi e via dicendo. Credo che l’approccio olistico, ovvero omnicomprensivo, alla relazione di business sia la via migliore per trovare soddisfazione nelle nostre relazioni lavorative e quando queste si svolgono a tavola, che è il momento per eccellenza in cui tutti i nostri sensi sono stimolati, non ci si possa permettere più di agire con superficialità o per convenzioni, per questo ho analizzato le migliori pratiche, ho raccolto esperienze ed opinioni, e le ho condensate in un libro che vuole essere la prima guida alla relazione di business a tavola.

In conclusione quindi, proprio perché, come sempre, l’obiettivo è quello di formare, termino con un invito all’azione: la prossima volta che ti capiterà di condividere la tavola con un tuo business partner fai la lista di quello che conosci di questa persona, degli aspetti che potrebbero definire le sue necessità e opera le tue decisioni sulla base delle informazioni raccolte. Lascio a te la valutazione di come si definirà quella particolare relazione di business dopo quell’incontro…