
Essere presenti è una competenza trasversale
La presenza si nota soprattutto quando manca. Puoi essere seduto in una riunione, rispondere con educazione, annuire nei punti giusti, prendere appunti e perfino fare domande sensate; tuttavia, se una parte di te è già altrove, chi hai davanti lo percepisce prima ancora di poterselo spiegare.
Essere presenti non è una qualità poetica, è una competenza trasversale. Vale mentre ascolti un collaboratore, mentre parli con un cliente, mentre torni a casa dopo una giornata intensa, mentre condividi una cena, mentre rispondi a un messaggio che avrebbe bisogno di attenzione e non solo di rapidità. Cambia il contesto, ma non cambia il principio: la relazione sente sempre se ci sei davvero.
Il problema è che spesso confondiamo la presenza con la disponibilità fisica. Siamo lì, ma divisi. Una parte ascolta, una parte controlla mentalmente l’agenda, una parte anticipa la risposta, una parte resta agganciata a ciò che è successo prima. Così, senza accorgercene, portiamo frammentazione nelle conversazioni e poi ci stupiamo se gli altri non si aprono, non collaborano, non si fidano fino in fondo.
Nella vita personale e professionale intrecciate, la presenza diventa una forma di coerenza. Non puoi essere profondamente assente nelle relazioni più intime e pensare di diventare improvvisamente attento nel lavoro; non puoi allenarti alla distrazione tutto il giorno e pretendere che, quando conta, la tua qualità relazionale sia piena. Ciò che coltivi in un ambito filtra nell’altro.
Essere presenti significa rallentare abbastanza da vedere l’altro, non solo il ruolo che occupa o la richiesta che porta. Significa ascoltare il tono, non soltanto le parole; osservare un silenzio, non riempirlo subito; accorgersi che dietro una frase pratica può esserci una fatica, un bisogno, un desiderio di riconoscimento.
Anche Business a Tavola lo rende evidente, perché attorno a un tavolo non basta condividere tempo, bisogna abitarlo. Una conversazione può durare un’ora e lasciare poco, oppure pochi minuti e restare impressa, se dentro quei minuti c’è attenzione vera.
Forse la presenza è una delle forme più concrete di rispetto: dice all’altro che, in quel momento, non è un’interruzione della nostra vita, ma parte della nostra vita.
Tu, oggi, quanto sei presente davvero nelle relazioni che dici di voler nutrire?
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