
La fiducia è come il vino: richiede tempo e cura
La fiducia non nasce da un gesto isolato, né da una promessa ben formulata, perché ha bisogno di tempo per maturare e di coerenza per consolidarsi. Viviamo in un contesto che pretende risultati immediati, risposte rapide e relazioni pronte all’uso, ma la fiducia non segue la logica dell’urgenza; segue quella della costanza, della presenza e della capacità di restare anche quando non c’è un ritorno immediato.
A tavola vince chi ascolta meglio, non chi parla di più
C’è un equivoco diffuso nel business, così radicato da sembrare quasi una regola non scritta, secondo cui chi parla di più, chi argomenta meglio e chi occupa più spazio nella conversazione sia anche chi guida la relazione; in realtà, soprattutto a tavola, accade spesso l’esatto contrario, perché il vero potere relazionale nasce dalla qualità dell’ascolto e non dalla quantità delle parole.
Il segreto non è prenotare, ma prepararsi
C’è una convinzione diffusa che riduce il pranzo di lavoro a una questione logistica, come se bastasse scegliere il posto giusto, fissare un orario e sedersi a tavola per far accadere qualcosa. In realtà, ciò che determina il valore di quell’incontro non è mai la prenotazione, ma il livello di preparazione interiore con cui ci si presenta. Un pranzo di lavoro non si improvvisa, perché non è un atto formale, ma un momento relazionale ad alta intensità.
Fiducia e responsabilità condivisa nelle organizzazioni
All’interno delle organizzazioni la fiducia non è mai un concetto astratto, né un valore da esporre su una parete o da citare nei documenti istituzionali. La fiducia vive, cresce o si indebolisce nelle relazioni quotidiane, nelle scelte che vengono fatte, nel modo in cui le persone si sentono coinvolte o escluse.
Bias della profezia autoavverante
Bias della profezia autoavverante: quando il modo in cui pensiamo… cambia i risultati
Nel contesto aziendale, le aspettative contano più di quanto immaginiamo. Il bias della profezia autoavverante si verifica quando le nostre convinzioni influenzano comportamenti e decisioni, finendo per creare proprio il risultato che temevamo… o speravamo. In pratica: se crediamo che qualcosa andrà male, agiremo (inconsciamente) in modo da confermare quella convinzione.
Chi sono

Sono Claudio Messina,
ideatore ed autore dei progetti Referral Tasting
e Nutrire la relazione
da cui ho tratto due libri.
Sono esperto e formatore di Marketing relazionale
e coautore del bestseller
La nuova economia delle relazioni.
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