
Il mercato cambia, le relazioni restano
Ci sono fasi in cui il mercato sembra cambiare linguaggio da un giorno all’altro; cambiano i comportamenti d’acquisto, cambiano le priorità, cambiano i tempi, cambiano gli strumenti, cambiano perfino le parole con cui proviamo a raccontare il valore di ciò che facciamo. In mezzo a questa instabilità, però, esiste qualcosa che non perde forza, anzi spesso la acquista proprio mentre tutto il resto si muove: la qualità delle relazioni.
La tavola come spazio di verità
Ci sono contesti in cui le persone riescono a sostenere un ruolo più a lungo; poi ce ne sono altri in cui quella costruzione inizia lentamente a incrinarsi, non per debolezza ma per esposizione. La tavola, molto spesso, è uno di questi. Perché quando ci si siede insieme, quando il tempo si dilata quel tanto che basta per andare oltre la formula, oltre la presentazione, oltre l’intenzione di apparire, qualcosa cambia; il linguaggio si allenta, il controllo si riduce, la presenza reale prende il posto della performance.
Chi non si espone, non viene scelto
Restare sullo sfondo, nel business come nelle relazioni, può sembrare una forma di protezione intelligente; si osserva, si misura, si evita il rischio dell’esposizione, si mantiene il controllo dell’immagine e si riduce la possibilità di essere fraintesi. Il punto, però, è che tutto ciò che protegge troppo finisce anche per nascondere; e ciò che resta nascosto abbastanza a lungo, quasi sempre, smette di essere considerato.
Le relazioni come capitale invisibile
Esistono ricchezze che non compaiono nei bilanci, non si depositano in banca, non si misurano con un indicatore immediato e tuttavia determinano, più di molte altre, la qualità della nostra vita, la solidità dei progetti e la possibilità concreta di generare valore nel tempo. Le relazioni appartengono a questa categoria di beni silenziosi e decisivi: non si vedono sempre, non fanno rumore quando crescono, ma sostengono, aprono, proteggono, orientano.
Bias della proporzionalità
Bias della proporzionalità: quando cerchiamo grandi cause per grandi effetti
Nel mondo del business siamo portati a pensare che eventi importanti abbiano necessariamente cause altrettanto importanti. Il bias della proporzionalità ci spinge a credere che dietro ogni successo straordinario o ogni crisi rilevante ci sia una spiegazione complessa, strutturata, quasi “epica”, anche quando la realtà è molto più semplice o addirittura casuale.
Chi sono

Sono Claudio Messina,
ideatore ed autore dei progetti Referral Tasting
e Nutrire la relazione
da cui ho tratto due libri.
Sono esperto e formatore di Marketing relazionale
e coautore del bestseller
La nuova economia delle relazioni.
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