
Non è il ristorante che conta, è la qualità della presenza
A volte si dedica un’attenzione enorme al luogo, al tavolo, alla scelta del ristorante, al livello del servizio, alla scenografia dell’incontro; e si dimentica che, nel Business a Tavola, tutto questo resta soltanto contesto se manca ciò che rende davvero fertile un momento condiviso: la qualità della presenza.
Non tutti i clienti meritano una cena
C’è un’idea che, nel business, viene spesso scambiata per apertura mentale, mentre in molti casi è soltanto dispersione ben confezionata; pensare che ogni contatto vada coltivato con lo stesso livello di attenzione, tempo ed energia, come se bastasse sedersi a tavola con qualcuno per trasformare automaticamente quell’incontro in una possibilità concreta. Non funziona così, e continuare a ignorarlo significa consumare una delle risorse più delicate che abbiamo: la nostra disponibilità relazionale.
Non esistono due versioni di te
Ci sono persone che, nel tempo, imparano a gestire molto bene la propria immagine; così bene da riuscire quasi a separare ciò che mostrano da ciò che sono, ciò che raccontano da ciò che vivono, ciò che dichiarano nel lavoro da ciò che praticano nella vita. Il problema è che questa divisione, per quanto possa sembrare utile nel breve periodo, prima o poi presenta il conto; perché la relazione sente sempre ciò che la comunicazione, da sola, non riesce a coprire.
Fiducia e continuità: il valore della costanza
Ci sono relazioni che non colpiscono per intensità improvvisa, non vivono di slanci clamorosi, non si impongono attraverso gesti spettacolari, eppure restano; anzi, proprio perché restano, diventano profonde, credibili, capaci di attraversare il tempo senza consumarsi. È in questa durata silenziosa che si comprende il valore della costanza, perché la fiducia non si nutre soltanto di intenzioni sincere o di momenti ben riusciti, ma soprattutto di continuità, di presenza ripetuta, di coerenza che si conferma nel tempo.
Bias del rimpianto anticipato
Bias del rimpianto anticipato: quando decidiamo per evitare di pentirci
Nel contesto professionale, prendere decisioni implica sempre una componente di rischio; tuttavia, il bias del rimpianto anticipato si manifesta quando scegliamo non in base a ciò che è più efficace, ma a ciò che ci farà soffrire meno in futuro, immaginando scenari negativi che ancora non esistono.
Chi sono

Sono Claudio Messina,
ideatore ed autore dei progetti Referral Tasting
e Nutrire la relazione
da cui ho tratto due libri.
Sono esperto e formatore di Marketing relazionale
e coautore del bestseller
La nuova economia delle relazioni.
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