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Il potere della gratitudine nelle relazioni
| Le relazioni

Ci sono parole che sembrano semplici, quasi ordinarie, ma che nascondono in sé una forza capace di trasformare le relazioni, i luoghi di lavoro e perfino il modo in cui guardiamo la vita. Una di queste parole è “gratitudine”. Spesso la usiamo distrattamente, come un gesto di cortesia o una formula di rito, ma la gratitudine autentica è molto di più: è una forma di riconoscimento profondo che dà valore alle persone e alle relazioni, perché illumina ciò che di solito diamo per scontato. È un atto silenzioso e potente allo stesso tempo, che ci ricorda che ogni relazione, per vivere, ha bisogno di essere vista, riconosciuta e nutrita.

Il bias della posizione zero
| I bias cognitivi

Bias della posizione zero: quando lo stato attuale sembra sempre la scelta più sicura
Nel business, ogni scelta non fatta è comunque una decisione. Il bias della posizione zero — noto anche come default bias — si manifesta quando preferiamo mantenere lo stato attuale piuttosto che esplorare un cambiamento, anche se quel cambiamento potrebbe portarci vantaggi evidenti.

Fiducia e collaborazione digitale: legami nell’era delle connessioni
| La fiducia

Viviamo in un tempo in cui la parola “connessione” è diventata parte integrante del nostro linguaggio quotidiano. Siamo sempre connessi: con i colleghi, con i clienti, con i partner, con persone che magari non abbiamo mai incontrato di persona e che conosciamo solo attraverso uno schermo. Ma essere connessi non significa automaticamente essere in relazione, così come condividere informazioni non significa necessariamente collaborare. La tecnologia ha reso possibile una vicinanza continua, ma la vicinanza, senza fiducia, è solo rumore. E la fiducia, nell’era digitale, non è meno importante di un tempo: è solo più complessa, più sottile, più difficile da costruire e più facile da perdere.

Il bias del fattore fortuna
| I bias cognitivi

Bias del fattore fortuna: quando tutto sembra casuale... e niente sotto controllo
Nel business, interpretare i risultati è una fase delicata: attribuirli alle giuste cause è essenziale per crescere. Ma il bias del fattore fortuna ci porta spesso a spiegare successi e fallimenti con la buona o cattiva sorte, anziché analizzare impegno, competenze o strategie.

Chi sono

Sono Claudio Messina,
ideatore ed autore dei progetti
Referral Tasting
Nutrire la relazione 
da cui ho tratto due libri.

Sono esperto e formatore di Marketing relazionale
e coautore del bestseller
La nuova economia delle relazioni.
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