
Quando il contesto fa più del contenuto
Ci sono momenti in cui prepariamo con cura ciò che vogliamo dire, scegliamo le parole, ordiniamo i concetti, immaginiamo le possibili obiezioni, eppure trascuriamo ciò che farà da cornice emotiva a tutto il resto: il luogo, la luce, il rumore, la distanza tra le persone, il ritmo del servizio, la sensazione di agio o di rigidità che accompagna l’incontro prima ancora che inizi davvero.
Relazioni e linguaggi digitali
Una notifica può sembrare poca cosa, quasi un frammento insignificante dentro il flusso continuo della giornata, eppure, in molte relazioni contemporanee, proprio da una notifica, da un messaggio letto, da una risposta rimandata, da una parola scelta con fretta o da un tono non percepito, possono nascere vicinanza, distanza, fiducia o fraintendimento. I linguaggi digitali sono ormai entrati nella trama quotidiana delle relazioni personali e professionali; non sono più soltanto strumenti di comunicazione, ma ambienti veri e propri, spazi in cui il legame si manifesta, si misura, si nutre o si consuma.
Bias della storia unica
Bias della storia unica: quando una sola esperienza diventa tutta la realtà
Nel business, raccogliere informazioni velocemente può aiutare a prendere decisioni iniziali, soprattutto quando non abbiamo ancora un quadro completo. Tuttavia, il bias della storia unica si manifesta quando ci facciamo un’idea generale di un gruppo, di un mercato, di un cliente o di una situazione basandoci su una sola storia o esperienza, trasformando un frammento in una verità assoluta.
La relazione cresce dove c’è verità
La verità, nelle relazioni, non arriva quasi mai con il rumore di una dichiarazione solenne; più spesso entra piano, dentro una frase detta con coraggio, in un silenzio non usato per nascondere, in una risposta che non cerca di piacere a tutti i costi, ma di restare fedele a ciò che è reale.
Non invitare se non sei disposto a metterti in gioco
Un invito a tavola sembra un gesto semplice: scegli un luogo, fissi un orario, confermi la presenza e prepari il contesto. In realtà, nel Business a Tavola, invitare qualcuno significa aprire uno spazio molto più delicato, perché non stai soltanto proponendo un pranzo o una cena, stai dichiarando che quella relazione merita tempo, attenzione e una parte autentica di te.
Chi sono

Sono Claudio Messina,
ideatore ed autore dei progetti Referral Tasting
e Nutrire la relazione
da cui ho tratto due libri.
Sono esperto e formatore di Marketing relazionale
e coautore del bestseller
La nuova economia delle relazioni.
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