
Le relazioni come fattore di benessere lavorativo
In molte aziende si parla di benessere lavorativo partendo da ciò che è più visibile: gli spazi, gli orari, gli strumenti, i benefit, la flessibilità, l’organizzazione delle attività. Sono elementi importanti, certo, perché incidono sulla qualità della vita quotidiana e sulla possibilità concreta di lavorare in modo più sostenibile; ma c’è un fattore meno appariscente, spesso più difficile da misurare e proprio per questo più trascurato, che determina in profondità il modo in cui le persone vivono il proprio lavoro: la qualità delle relazioni.
Bias del linguaggio positivo
Bias del linguaggio positivo: quando le parole ottimistiche sembrano già una garanzia
Nel business, il modo in cui una proposta viene comunicata può fare una grande differenza. Le parole creano energia, fiducia e direzione; tuttavia, il bias del linguaggio positivo si manifesta quando valutiamo una decisione in modo favorevole solo perché viene presentata con termini ottimistici, senza analizzare davvero contenuti, dati, rischi e conseguenze.
Chi investe in relazioni anticipa il mercato
Il mercato non cambia mai all’improvviso per chi ha imparato ad ascoltare le relazioni; cambia prima nelle conversazioni, nei dubbi che tornano con più frequenza, nelle domande che diventano meno tecniche e più profonde, nei bisogni che le persone non hanno ancora trasformato in richiesta, ma che stanno già lasciando intravedere.
Il database dei ristoranti è uno strumento di leadership
Dietro un invito fatto bene c’è quasi sempre qualcosa che non si vede; non soltanto gusto personale, conoscenza del territorio o capacità di scegliere un buon locale, ma un metodo che permette di evitare l’improvvisazione proprio nel momento in cui l’incontro dovrebbe generare fiducia, attenzione e valore.
Non puoi creare relazione restando invulnerabile
Restare invulnerabili può sembrare una scelta elegante; mantieni il controllo, dosi le parole, non concedi troppo, lasci che l’altro veda solo la parte più ordinata di te, quella che non trema, non dubita, non si espone. In apparenza funziona, perché protegge l’immagine; nella sostanza, però, crea distanza, e la distanza può anche evitare una ferita, ma raramente genera fiducia.
Chi sono

Sono Claudio Messina,
ideatore ed autore dei progetti Referral Tasting
e Nutrire la relazione
da cui ho tratto due libri.
Sono esperto e formatore di Marketing relazionale
e coautore del bestseller
La nuova economia delle relazioni.
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