Nell’articolo precedente ho iniziato parlando di un mondo pieno di concorrenza, ma effettivamente cos’è la concorrenza? E come può affrontarla oggi un imprenditore?

Spesso e volentieri nell’avviare un’impresa non ci si rende pienamente conto di quanto l’entrare in competizione con i nostri inevitabili concorrenti possa andare a svilire la nostra proposta.

Il meccanismo però non deve essere necessariamente questo.

Credo fermamente che un’impresa di valore sia quella che opera in maniera etica, in pieno spirito collaborativo, e che si pone con grande attenzione ed equilibrio nei confronti di tutti coloro che le gravitano attorno, oltre che a rimanere e promuovere un’operatività in armonia con il territorio nel quale è accolta.

Per quanto mi riguarda, per l’esperienza che ho maturato e la consapevolezza che ho raggiunto, fare business significa creare valore, per questo penso che l’imprenditore audace, ovvero tutti noi che oggi facciamo business, quando si focalizza maggiormente sull’oggetto della propria impresa e l’ambito nella quale questa opera sta volontariamente, consapevolmente o meno, avvalorando un sistema di concorrenza che, come detto sopra, svilisce la sua proposta.

Andando a considerare chiunque operi nel nostro stesso ambito come un possibile concorrente, favoriamo un sistema bilaterale che è improntato sulle seguenti caratteristiche:

  • Focalizzazione sul proprio oggetto;
  • Mancanza di conoscenza di sé e degli altri attori intorno a noi;
  • Mancanza di comunicazione della propria proposta allineata al sé;

Ecco quindi che fare impresa diventa lo sport del rincorrere i propri concorrenti.

Ma se spostassimo il focus sulla nostra consapevolezza? Vuol dire spostarlo sul nostro centro, quindi:

Il centro del nostro valore è la consapevolezza della nostra competenza e di ciò che ci rende diversi dal resto di chi opera nel nostro stesso ambito.

Comunicare il nostro vero valore veicolato con un sistema di comunicazione di base relazionale e non concorrenziale ci permetterà di identificare quei potenziali clienti per cui noi risultiamo essere la vera soluzione ai loro bisogni.

In questo caso la competizione lascia lo spazio alla competenza perché non si tratterà più di chi farà un prezzo più basso o un prodotto apparentemente più appetibile, operando in un sistema transazionale, ma si tratterà di comunicare nella maniera corretta le nostre migliori capacità e caratteristiche, che permetteranno al nostro cliente ideale di identificare in noi, nella nostra proposta, l’assoluta miglior soluzione in quell’ambito.

Una volta spostata la consapevolezza, cosa significa entrare in un sistema di comunicazione di base relazionale?

Il grande cambiamento, già sperimentato in vari ambiti lavorativi e che si spera diventi virale a livello globale, è che l’idea di operare in una situazione di concorrenza sia assolutamente superata e sostituita dalla più profittevole ed umana relazione di collaborazione.

La collaborazione tra aziende, tra imprenditori, può sembrare un’utopia.

Ciao.

Claudio