Nel gioco di squadra ogni elemento è importante tanto per gli altri quanto per sè stessi:  tutti acquisiscono valore.

Per dimostrarvi che quel che dico in realtà in natura è assodato, vi voglio raccontare cosa ho vissuto in prima persona a giugno di quest’anno in riva al Lago Maggiore.

Vivevo a poche decine di metri dalla riva piemontese del lago, mio figlio (3 anni e mezzo) ogni tanto voleva portare del pane alle decine di uccelli acquatici presenti.

Così, una domenica mattina, mano nella mano ci siamo incamminti verso la riva. Appena arrivati subito Emanuele iniziò a lanciare generosamente del pane in acqua e di lì a poco le prime anatre, cigni e non solo incominciarono ad avvicinarsi.

Numericamente più numerose delle altre specie le anatre sembravano le più affamate e costantemente in prima linea, senza però ostacolare gli altri, perché tanto ce n’era per tutti.

Ad un tratto si avvicinarono tre Folaghe uccelli simili alle anatre ma neri con il becco e la  fronte bianco.

A differenza degli altri uccelli, prima smangiucchiarono qualche boccone di pane e subito dopo incominciarono ad aggredire gli altri commensali cercando di strappargli via il pane! Emanuele rideva ed io… stringendomi nelle spalle: “quelli sì che hanno molta fame!”

Continuando ad osservare il loro comportamento mi resi conto che tutta la loro attenzione, i loro sforzi erano concentrati sull’attaccare e disturbare gli altri che a turno, cercando di schivarli, si allontanavano mentre i loro simili continuavano a banchettare.

Ad un certo punto diventò una vera e propria staffetta: a turno un paio di anatre “si sacrificavano” portando in giro i simpaticoni e nel frattempo le altre banchettavano, per poi ritornare scambiandosi il ruolo!

Dopo un bel po’, verosimilmente soddisfatti del banchetto, quasi tutti gli uccelli incominciarono ad allontanarsi lasciando ancora un bel po’ di pane a disposizione, così pensai che finalmente le tre Folaghe avrebbero mangiato calmandosi un po’!

Invece no! Continuarono ad inseguire anche a distanza le anatre lasciando il pane ai pesci!

Sorrisi pensando a quante Folaghe incontriamo ogni giorno e quante anatre riescono a condividere delle risorse seppur con qualche sacrificio.

Essere come quelle Folaghe, concentrate sui propri competitor e non sui propri obiettivi non solo ti allontana da questi ma te ne crea altri “fasulli” basati su inutili conflitti.

Comportandosi come quelle anatre ognuno potrà raggiungere i propri obiettivi ed ovviamente quelli di squadra e, semmai delle Folaghe ci prendessero di mira…un po’ di staffetta e il gioco (di squadra) è fatto!

 

Claudio Messina