Il pericolo dell’automatismo e l’importanza di nutrire le relazioni

Abitudini e sottovalutazione del bisognoSteven Reiss, l’eminente psicologo statunitense, ha identificato sedici desideri di base che sono presenti in ciascun individuo e che dovrebbero essere soddisfatti per raggiungere il goal dell’equilibrio e dell’appagamento. Tuttavia la frenesia della nostra routine quotidiana ci impedisce spesso di dare la giusta attenzione a questi bisogni; involontariamente, alimentiamo i nostri fabbisogni superficiali, come la ricerca del successo immediato e visibile a tutti o l'appagamento delle necessità più tangibili come fame e sete, tralasciando così quelli che realmente ci possono portare alla meta. Questo atteggiamento meccanico nei confronti dei nostri desideri di base nasconde delle conseguenze sociali più profonde di quanto possiamo immaginare: le nostre relazioni ne sono particolarmente colpite, alle volte in maniera irreparabile. Vivere appieno le relazioni è un'esperienza che ci regala piaceri intensi e che è intimamente connessa con il nutrire noi stessi e di conseguenza poter nutrire gli altri, sia in modo tangibile sia in modo intangibile. Tuttavia, quando seguiamo gli automatismi, tendiamo a dare per scontato tutta una serie di aspetti vitali delle nostre interazioni umane. Il dare per scontata una relazione è un comportamento che va al di là della mera distrazione o dell'assenza di attenzione. È una consapevolezza distorta, un modo di agire che riflette una sorta di distacco emotivo, un atteggiamento insidioso che rischia di erodere il tessuto stesso delle nostre connessioni umane, privandoci di una fonte di felicità ed occasioni profonde e autentiche. Immaginiamo ad esempio un imprenditore immerso nel “suo” mondo di affari, costantemente spinto da scadenze, distrazioni e responsabilità. Può succedere che, nella sua corsa verso il successo professionale, trascuri l'importanza delle relazioni personali. Sottovalutare il bisogno di nutrire tali relazioni può portare, oltre che alla solitudine, alla mancanza di sostegno nei progetti di vita e di business, oltre che alla perdita di un equilibrio vitale tra persone. Ma il mero appagamento dei desideri non è l’unico precetto per svoltare da una relazione superficiale verso una più appagante e soddisfacente, anche le buone pratiche concorrono alla cura ed al nutrimento delle relazioni. Esiste tutta una serie di comportamenti che devono essere adeguati e calibrati nei confronti della persona, o delle persone, che partecipano alla relazione stessa, adattandoli di volta in volta a situazione e controparte. Prendiamo ad esempio un comportamento classico come l'ascolto dell'altro. Si è sempre parlato della differenza tra il sentire, che fa transitare dalle orecchie i rumori ed i suoni senza comprenderne profondamente il significato, e l'ascoltare, che invece pone l'accento più sui contenuti comunicativi degli stessi suoni e rumori. Il vero coltivatore di relazioni non si ferma a questa seconda opzione ma lo fa in maniera attiva: l'ascolto attivo e quello che viene praticato nel momento in cui non si pensa solo a comprendere il messaggio che ci viene trasmesso verbalmente, ma scendiamo più in profondità cercando di capire i perché di ciò che stiamo ascoltando, senza interrompere, senza controbattere, senza porre domande prima che l'enunciato dell'altra persona sia terminato. Anche i professionisti, che si dedicano con passione alla crescita della loro carriera, devono prestare molta attenzione alle relazionali delle loro vite, sia private che di lavoro. L'attenzione esclusiva ai risultati tangibili può portare a una visione riduttiva dei progetti e dell'esistenza stessa dei medesimi, perdendo di vista le ricchezze intangibili (personali e professionali) che possono derivare dalle relazioni ben nutrite insieme agli altri. È solo gustando insieme queste relazioni che si aprono le porte verso un benessere più profondo e una soddisfazione duratura. È quindi essenziale che imprenditori, professionisti, manager, o chiunque abbia necessità di tessere reti di contatti business, siano consapevoli dell'importanza di nutrire le relazioni da tutti e tre i punti di vista: l’Io, il Tu ed il conseguente Noi che si instaura. Non possiamo permetterci di dare questi assiomi per scontati. L'automatismo ci priva di elementi vitali per il nostro benessere e la nostra realizzazione, dobbiamo quindi dedicare tempo ed energia alla coltivazione dei legami che ci connettono agli altri, ascoltando e comprendendo le loro esigenze, offrendo sostegno e nutrimento emotivo e sociale. Nutrire la relazione implica anche andare oltre il semplice scambio di favori o interessi personali. Significa offrire il nostro tempo, la nostra presenza e la nostra attenzione, mettendo da parte le distrazioni dettate della frenesia quotidiana. Solo attraverso questa consapevolezza e questo impegno possiamo sperare di costruire relazioni profonde e soddisfacenti, che ci arricchiscano nel profondo e ci rendano persone più realizzate. Il mio consiglio è quello di mettere da parte il pilota automatico e (ri)prendere il controllo delle nostre azioni, oltre ad arrivare ad essere consapevoli che nutrire le nostre relazioni è un'arte che richiede dedizione ed impegno. Per andare “un pelino più nell’operativo”, come dico sovente nei miei workshop, consiglio di sperimentare l’ascolto attivo nei prossimi incontri e annotare le differenze rispetto ai precedenti incontri con modalità di ascolto semplice. Da anni intervisto persone di ogni genere, età ed estrazione sociale, per comprendere sempre meglio come individuare e correggere tutti i piccoli e grandi errori che influenzano il corretto sviluppo e la prosperità delle nostre relazioni. Se anche tu sei interessato a questo argomento contattami, sono sempre pronto a condividere esperienze ed idee con gli altri.

Quando parliamo di abitudini, spesso tendiamo a sottovalutare l’influenza che possono avere sulle nostre vite. Mentre “viaggiamo” nella nostra quotidianità, guidati dal pilota automatico delle nostre routine, corriamo costantemente il rischio di trascurare ciò di cui abbiamo realmente bisogno e dimentichiamo, molto più spesso di quanto non crediamo, di nutrire i nostri desideri di base, quei pilastri fondamentali che definiscono la nostra esistenza e ci guidano verso il successo ed una vita appagante.

Steven Reiss, l’eminente psicologo statunitense, ha identificato sedici desideri di base che sono presenti in ciascun individuo e che dovrebbero essere soddisfatti per raggiungere il goal dell’equilibrio e dell’appagamento. Tuttavia la frenesia della nostra routine quotidiana ci impedisce spesso di dare la giusta attenzione a questi bisogni; involontariamente, alimentiamo i nostri fabbisogni superficiali, come la ricerca del successo immediato e visibile a tutti o l’appagamento delle necessità più tangibili come fame e sete, tralasciando così quelli che realmente ci possono portare alla meta.

Questo atteggiamento meccanico nei confronti dei nostri desideri di base nasconde delle conseguenze sociali più profonde di quanto possiamo immaginare: le nostre relazioni ne sono particolarmente colpite, alle volte in maniera irreparabile. Vivere appieno le relazioni è un’esperienza che ci regala piaceri intensi e che è intimamente connessa con il nutrire noi stessi e di conseguenza poter nutrire gli altri, sia in modo tangibile sia in modo intangibile. Tuttavia, quando seguiamo gli automatismi, tendiamo a dare per scontato tutta una serie di aspetti vitali delle nostre interazioni umane.

Abitudini e sottovalutazione del bisogno

Il dare per scontata una relazione è un comportamento che va al di là della mera distrazione o dell’assenza di attenzione. È una consapevolezza distorta, un modo di agire che riflette una sorta di distacco emotivo, un atteggiamento insidioso che rischia di erodere il tessuto stesso delle nostre connessioni umane, privandoci di una fonte di felicità ed occasioni profonde e autentiche.

Immaginiamo ad esempio un imprenditore immerso nel “suo” mondo di affari, costantemente spinto da scadenze, distrazioni e responsabilità. Può succedere che, nella sua corsa verso il successo professionale, trascuri l’importanza delle relazioni personali. Sottovalutare il bisogno di nutrire tali relazioni può portare, oltre che alla solitudine, alla mancanza di sostegno nei progetti di vita e di business, oltre che alla perdita di un equilibrio vitale tra persone.

Ma il mero appagamento dei desideri non è l’unico precetto per svoltare da una relazione superficiale verso una più appagante e soddisfacente, anche le buone pratiche concorrono alla cura ed al nutrimento delle relazioni. Esiste tutta una serie di comportamenti che devono essere adeguati e calibrati nei confronti della persona, o delle persone, che partecipano alla relazione stessa, adattandoli di volta in volta a situazione e controparte.

Abitudini e sottovalutazione del bisogno

Prendiamo ad esempio un comportamento classico come l’ascolto dell’altro. Si è sempre parlato della differenza tra il sentire, che fa transitare dalle orecchie i rumori ed i suoni senza comprenderne profondamente il significato, e l’ascoltare, che invece pone l’accento più sui contenuti comunicativi degli stessi suoni e rumori. Il vero coltivatore di relazioni non si ferma a questa seconda opzione ma lo fa in maniera attiva: l’ascolto attivo e quello che viene praticato nel momento in cui non si pensa solo a comprendere il messaggio che ci viene trasmesso verbalmente, ma scendiamo più in profondità cercando di capire i perché di ciò che stiamo ascoltando, senza interrompere, senza controbattere, senza porre domande prima che l’enunciato dell’altra persona sia terminato.

Anche i professionisti, che si dedicano con passione alla crescita della loro carriera, devono prestare molta attenzione alle relazionali delle loro vite, sia private che di lavoro. L’attenzione esclusiva ai risultati tangibili può portare a una visione riduttiva dei progetti e dell’esistenza stessa dei medesimi, perdendo di vista le ricchezze intangibili (personali e professionali) che possono derivare dalle relazioni ben nutrite insieme agli altri. È solo gustando insieme queste relazioni che si aprono le porte verso un benessere più profondo e una soddisfazione duratura.

È quindi essenziale che imprenditori, professionisti, manager, o chiunque abbia necessità di tessere reti di contatti business, siano consapevoli dell’importanza di nutrire le relazioni da tutti e tre i punti di vista: l’Io, il Tu ed il conseguente Noi che si instaura. Non possiamo permetterci di dare questi assiomi per scontati. L’automatismo ci priva di elementi vitali per il nostro benessere e la nostra realizzazione, dobbiamo quindi dedicare tempo ed energia alla coltivazione dei legami che ci connettono agli altri, ascoltando e comprendendo le loro esigenze, offrendo sostegno e nutrimento emotivo e sociale.

Abitudini e sottovalutazione del bisogno

Nutrire la relazione implica anche andare oltre il semplice scambio di favori o interessi personali. Significa offrire il nostro tempo, la nostra presenza e la nostra attenzione, mettendo da parte le distrazioni dettate della frenesia quotidiana. Solo attraverso questa consapevolezza e questo impegno possiamo sperare di costruire relazioni profonde e soddisfacenti, che ci arricchiscano nel profondo e ci rendano persone più realizzate.

Il mio consiglio è quello di mettere da parte il pilota automatico e (ri)prendere il controllo delle nostre azioni, oltre ad arrivare ad essere consapevoli che nutrire le nostre relazioni è un’arte che richiede dedizione ed impegno.

Per andare “un pelino più nell’operativo”, come dico sovente nei miei workshop, consiglio di sperimentare l’ascolto attivo nei prossimi incontri e annotare le differenze rispetto ai precedenti incontri con modalità di ascolto semplice.

Da anni intervisto persone di ogni genere, età ed estrazione sociale, per comprendere sempre meglio come individuare e correggere tutti i piccoli e grandi errori che influenzano il corretto sviluppo e la prosperità delle nostre relazioni. Se anche tu sei interessato a questo argomento contattami, sono sempre pronto a condividere esperienze ed idee con gli altri.

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